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	<title>DireFare.PN.it</title>
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	<description>DireFare.PN.it è un progetto dell&#039;amministrazione comunale di Pordenone per ascoltare i cittadini e promuovere sintesi, visioni, aspettative e progetti per la città di domani</description>
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		<title>Nell&#8217;occhio del ciclone</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Mar 2011 16:18:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Maistrello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giorgia Brusadin si trova a Tokio, ma sta bene. Stefano Zucchiatti, intanto, è tornato ad Alessandria d'Egitto. Pordenonesi altrove nelle aree più calde del mondo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tessere la tela dei pordenonesi che risiedono stabilmente all&#8217;estero significa anche collegare sempre più spesso i grandi fatti che scuotono il mondo ai propri concittadini lontani, dando un volto conosciuto alle persone che si trovano là dove qualcosa sta accadendo.</p>
<p>Così è probabile che molti tra i partecipanti alla tre giorni di DireFare.PN.it a Palazzo Badini lo scorso dicembre abbiano subito rivolto un pensiero a <a href="http://direfare.pn.it/2011/01/28/giorgia-brusadin/">Giorgia Brusadin</a>, giovane designer residente a Tokio, quando hanno saputo del catastrofico terremoto giapponese dell&#8217;11 marzo. Giorgia fortunatamente sta bene e attraverso i familiari fa sapere che, nonostante lo spavento, per ora tutto è sotto controllo. Un estratto dal Gazzettino del 12 marzo:</p>
<blockquote><p>«Una scossa lunghissima, non finiva più. E anzi più passavano quegli  interminabili istanti e più sembrava crescere l’intensità. Ero  spaventatissima, soprattutto perché lo erano anche i miei colleghi di  lavoro giapponesi. In un primo momento tutti si sono trovati abbracciati  al computer. Poi ci siamo rifugiati sotto le scrivanie. Ma ancora non  finiva. Non finiva mai. Tutto continuava a muoversi e a tremare in  maniera pazzesca. E così siamo scesi di corsa dal sesto piano, dove si  trova il nostro ufficio, fino in strada». [...] Erano circa le dieci di ieri mattina (le  18 in Giappone) quando la mamma è riuscita a contattare Giorgia  attraverso Skype. «È stato l’unico modo &#8211; racconta la madre &#8211; perché i  telefonini non funzionavano. Giorgia era ancora molto spaventata. Anche  dopo avere abbandonato l’ufficio con i colleghi era riuscita a tornare a  casa dove si sentiva più tranquilla perché abita al secondo piano di  una palazzina. Quando sono riuscita a contattarla e a vederla attraverso  skype mi sono un po’ tranquillizzata». Anche se la giovane designer ha  raccontato alla  mamma che era molto preoccupata dai notiziari locali  rispetto a possibili altre scosse. «Il grande spavento di Giorgia &#8211; ha  spiegato la madre &#8211; era nato anche dal vedere i colleghi giapponesi  perdere il controllo. Perché solitamente scattano le procedure previste e  tutti mantengono la calma. In questo caso, evidentemente, il disastro è  stato tale che è scoppiato il panico. Anche mia figlia nei primi mesi  di presenza in Giappone ha dovuto seguire i corsi di addestramento in  cui vengono simulati terremoti e incendi. Ma credo che per lei la paura  sia stata veramente tanta». Giorgia Brusadin, dal 2009 a Tokyo dopo la  laurea in Design al Politecnico di Milano e alcuni master, era tornata a  casa in ottobre per partecipare a DireFare.pn, la convention  organizzata dal Comune con molti giovani con carriere di successo  all’estero.</p></blockquote>
<p>Poche settimane prima, invece, l&#8217;apprensione era stata per <a href="http://direfare.pn.it/2011/01/21/stefano-zucchiatti/">Stefano Zucchiatti</a>, pordenonese altrove che lavora ad Alessandria d&#8217;Egitto nella sede della <a href="http://www.euromedalex.org/">Fondazione Anna Lindh</a>. Si trovava in Egitto anche nei giorni caldi della rivolta popolare iniziata il 25 gennaio, fino alla chiusura degli uffici internazionali e all&#8217;evacuazione del personale nel momento in cui la situazione in riva al Mediterraneo è definitivamente degenerata. L&#8217;annuncio che fa tirare il sospiro di sollievo a quanti attendevano sue notizie arriva via Twitter il 2 febbraio, con un <a href="http://twitter.com/#!/szucchiatti/status/32822391474229248">messaggio</a> in cui Zucchiatti fa sapere di essere a Fiumicino e al sicuro, ma triste e preoccupato per il Paese che lo ospita da tre anni.</p>
<p>Oggi Stefano Zucchiatti è tornato ad Alessandria ed è anche una delle più documentate e lucide voci in italiano tra quanti stanno raccontando in Rete il nuovo Egitto. Nel suo blog <a href="http://unventonuovo.wordpress.com">Un Vento Nuovo</a>, inaugurato un mese esatto dopo lo scoppio della rivolta dei 18 giorni, Zucchiatti pubblica immagini, resoconti e analisi personali su ciò che vede intorno a sé. Scrive il 26 febbraio, in un post intitolato <a href="http://unventonuovo.wordpress.com/2011/02/26/dopo-la-tempesta/">Dopo la tempesta</a>:</p>
<blockquote><p>Sono tornato ad Alessandria da una settimana, curioso di guardarmi  intorno per vedere eventuali segni di cambiamento dopo il successo della  Rivoluzione del 25 Gennaio.</p>
<p>Molti giovani ad Alessandria, come al Cairo, fin dal giorno dopo la  caduta di Mubarak si sono impegnati in attività sociali, in particolare  pulire e ridipingere le strade e gli edifici della città rovinati  durante gli scontri. A volte chiedono un’offerta dai passanti, che  ricevono spesso, altre volte vengono finanziati da associazioni locali  come il Rotary Youth Club o lo Sporting Club.</p>
<p>Anche la vita culturale della città sembra stia vivendo un periodo di  rinascita. Due giorni fa c’è stato un concerto in uno dei parchi in  centro città, una cosa nuova per diverse ragioni. In passato un concerto  di questo tipo, organizzato da giovani, in un luogo aperto al pubblico e  con molte entrate, senza un biglietto, avrebbe avuto bisogno di mesi e  mesi di organizzazione per ottenere i permessi necessari. In questo caso  è stato organizzato con relativa facilità. La scusa che sarebbe stata  utilizzata in passato per evitare un concerto aperto a tutti in un luogo  pubblico è la sicurezza, brutta gente sarebbe entrata e avrebbe creato  problemi. Invece l’altro ieri tutto è filato liscio, i molti giovani che  sono venuti si sono divertiti, hanno ballato, e hanno cantato a  scuarciagola una delle canzoni simbolo della rivoluzione ‘Sout al  Horeya’.</p></blockquote>
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		<title>«Animato dalla voglia di andare lontano»</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 11:19:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Persone]]></category>
		<category><![CDATA[Aarhus]]></category>
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		<description><![CDATA[Filippo Cimitan lavora in Danimarca come consulente legale per Siemens, dopo aver girato in lungo e in largo tutto il mondo. Dopo la maturità classica si iscrive a Legge a Bologna. Va in Erasmus per sette mesi in Spagna, poi fa un tirocinio di otto mesi alle Nazioni Unite. Dopo la laurea vince una borsa di studio per un master alla Sorbona a Parigi. Torna a Pordenone nel 2005, ma subito riparte per Milano e per la Francia. Dopo un anno sabbatico, ora vive e lavora ad Aarhus]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/GHxsxXI7-2Y?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/GHxsxXI7-2Y?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><span id="more-1976"></span></p>
<p><em>L&#8217;autopresentazione che Filippo Cimitan ha mandato a DireFare.PN.it:</em></p>
<p>Con la voglia di mettermi alla prova in una grande università, dopo il liceo classico mi sono iscritto alla Facolta di Legge dell&#8217;Università di Bologna. Gia al terzo anno ho inizato a mettere il naso fuori dal Bel Paese: 7 mesi di Erasmus a Granada (Spagna) e un tirocinio di 8 mesi a New York presso l&#8217;ambasciata italiana alle Nazioni Unite, durante il quale ho raccolto materiale per la tesi discussa al mio ritorno.</p>
<p>Laureato con lode nel 2004 ho vinto una borsa di studio per un master in Diritto, Politica ed Economia dell&#8217;Unione Europea alla Sorbona di Parigi, dove mi sono trasferito fino al 2005. Ritornato in Italia per proseguire e concludere la pratica da avvocato ho lavorato prima in uno studio legale a Pordenone, poi a Milano presso uno studio internazionale con sede a Londra. Dopo quasi tre anni molto intensi e l&#8217;abilitazione alla professione di avvocato, ho lasciato il posto per un &#8220;anno sabbatico&#8221; di quasi un anno intorno al mondo, conclusosi a inizio 2009. Finito il viaggio, ho ripreso l&#8217;attivita di consulenza legale tra Parigi e l&#8217;Italia, mettendo a frutto l&#8217;esperienza nel settore delle energie rinnovabili e lavorando soprattutto con una societa tedesca costruttruce di turbine eoliche di grandi dimensioni.</p>
<p>Grazie a questa esperienza, all&#8217;inizio del 2010 sono stato contattato da Siemens, che mi ha proposto di trasferirmi in Danimarca come Legal Counsel per Siemens Wind Power, che proprio li ha il suo quartier generale mondiale. Oggi sono responsabile della negoziazione, redazione e consulenza su contratti per la costruzione, finanziamento e manutenzione di parchi eolici onshore e offshore di Siemens in Europa e nel mondo. Da quasi un anno vivo ad Aarhus, in Danimarca.</p>
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		<title>«Un percorso costruito tappa per tappa»</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Feb 2011 17:04:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo la maturità classica, Alberto Gabriele si è laureato all'Università di Firenze e si è poi specializzato in traduzione letteraria alla SETL di Torino, dove ha seguito i corsi di Giuseppe Pontiggia, Valerio Magrelli e Ottavio Fatica. Una borsa di studio Fulbright lo ha portato alla New York University, dove ha conseguito Master e poi Ph.D. Ha insegnato nelle università del New England, di Manhattan e del South Bronx e da quest'autunno è docente all'Università di Tel Aviv]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/LggNJCPS_eg?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/LggNJCPS_eg?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><span id="more-1963"></span></p>
<p>Dopo la maturità classica, Alberto Gabriele si è laureato all&#8217;Università di Firenze e si è poi specializzato in traduzione letteraria alla SETL di Torino, dove ha seguito i corsi di Giuseppe Pontiggia, Valerio Magrelli e Ottavio Fatica. Una borsa di studio Fulbright lo ha portato alla New York University, dove ha conseguito Master e poi Ph.D. Il suo libro <a href="http://us.macmillan.com/readingpopularcultureinvictorianprint">Reading Popular Culture in Victorian Print: Belgravia and Sensationalism</a> (Macmillan) è stato selezionato dalla Societé pour l&#8217;Histoire des Medias come «opera di riferimento». Alberto Gabriele ha insegnato nelle università del New England, di Manhattan e del South Bronx e da quest&#8217;autunno è docente all&#8217;Università di Tel Aviv. Il suo cortometraggio <em>Africa Started</em>, che commemora la rivolta del ghetto nero di Newark del 1967 è stato presentato nel 2010 ai festival di <a href="http://www.huesca-filmfestival.com/cine/contenidos/Pelificha.asp?id=5263">Huesca</a> e al <a href="http://www.festivalfilmets.cat//pdf/filmets_c_2010.pdf">Filmets di Barcellona</a>.<br />
<br style="clear: both;" /><br />
Puoi vedere la registrazione integrale dell&#8217;<a href="../2010/12/04/video-scuole-due/">incontro tra studenti pordenonesi e pordenonesi altrove al Liceo Grigoletti</a>, da cui questa sintesi è tratta. Oppure consultare l’<a href="../2011/01/10/2011/01/03/evento/">indice di tutti i contenuti video</a> del convegno DireFare.PN.it (Pordenone, 2-4 dicembre 2010).</p>
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		<title>«Mi piaceva l&#8217;idea di provarci»</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 12:07:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Formato al liceo scientifico Grigoletti di Pordenone, Sgrattutti ha poi studiato architettura a Venezia, ma nel corso della carriera accademica è riuscito ad aggiudicarsi due borse di studio a Berlino (prolungata poi di ulteriori sei mesi) e in California. Dopo la laurea lavora prima in uno studio di architettura pordenonese, quindi diventa progettista per il Comune di Pordenone. Nel 2007 lascia l'Italia per trasferirsi a Philadelphia, dopo una parentesi biennale in un grande studio di architettura, ha avviato un'attività in proprio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/d33aH4tVLSc?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/d33aH4tVLSc?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><span id="more-1945"></span></p>
<p>L&#8217;architetto è sempre meno progettista puro e sempre più un assemblatore di stili e modi di vivere su misura per il cliente, spiegava <a href="http://www.linkedin.com/pub/francesco-sgrazzutti/6/212/850">Francesco Sgrazzutti</a> durante il convegno di DireFare.PN.it. «Io non vendo una casa, vendo un&#8217;idea dell&#8217;abitare», sintetizzava in modo efficace. Formato al liceo scientifico Grigoletti di Pordenone, Sgrattutti ha poi studiato architettura a Venezia, ma nel corso della carriera accademica è riuscito ad aggiudicarsi due borse di studio annuali, un Erasmus a Berlino (prolungata poi di ulteriori sei mesi) e un Exchange Abroad Program a Berkeley, in California. Dopo la laurea lavora prima in uno studio di architettura pordenonese, quindi diventa progettista per il Comune di Pordenone. Nel 2007 decide di lasciare l&#8217;Italia per trasferirsi a Philadelphia, città di origine della moglie, dove &#8211; dopo una parentesi biennale in un grande studio di architettura &#8211; ha avviato un&#8217;attività in proprio, specializzata in interventi sensibili per la sostenibilità ambientale.<br />
<br style="clear: both;" /><br />
Puoi vedere la registrazione integrale dell&#8217;<a href="../2010/12/04/video-scuole-due/">incontro tra studenti pordenonesi e pordenonesi altrove al Liceo Grigoletti</a>, da cui questa sintesi è tratta. Francesco Sgrazzutti ha partecipato anche all&#8217;incontro <a href="../2010/12/17/video-pordenone-2020/">Pordenone 2020, un percorso per la sostenibilità ambientale</a>, all&#8217;incontro <a href="http://direfare.pn.it/2010/12/04/video-aziende-innovative/">Innovazione e territorio: le aziende pordenonesi tra locale e globale</a> e alla tavola rotonda conclusiva <a href="../2010/12/04/video-sintesi-finale/">Idee e proposte per la Pordenone che verrà</a>. Consulta l’<a href="../2011/01/10/2011/01/03/evento/">indice di tutti i contenuti video</a> del convegno DireFare.PN.it (Pordenone, 2-4 dicembre 2010).</p>
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		<title>«Alla fine è soprattutto una sfida con se stessi»</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 11:09:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gianpietro Moras si laurea in ingegneria dei materiali a Trieste, con una tesi in scienza dei materiali per cui passa alcune settimane al dipartimento di Fisica dell'università di Cambridge. In Inghilterra torna subito, per continuare la sua attività di ricerca al King's College London, dove consegue il PhD in Fisica con una tesi sulla simulazione atomistica dei materiali. Dal 2008 lavora in Germania come Postdoctoral ResearchAssociate presso il Karlsruhe Institute of Technology e il Fraunhofer Institute for Mechanics of Materials di Friburgo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/9H8CP8L6Bck?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/9H8CP8L6Bck?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><span id="more-1936"></span></p>
<p><a href="http://de.linkedin.com/pub/gianpietro-moras/29/47b/a10">Gianpietro Moras</a> si laurea in ingegneria dei materiali a Trieste, con una tesi in scienza dei materiali per cui passa alcune settimane al dipartimento di Fisica dell&#8217;università di Cambridge. In Inghilterra torna subito, per continuare la sua attività di ricerca al King&#8217;s College London, dove consegue il PhD in Fisica con una tesi sulla simulazione atomistica dei materiali. Dal 2008 lavora in Germania come Postdoctoral ResearchAssociate presso il Karlsruhe Institute of Technology e il Fraunhofer Institute for Mechanics of Materials di Friburgo. La sua specializzazione di ricerca  insiste sulle proprietà chemo-meccaniche dei materiali e nel caso del Fraunhofer Institute vede una diretta collaborazione con l&#8217;industria.</p>
<p>Puoi vedere la registrazione integrale dell&#8217;<a href="../2010/12/04/video-scuole-due/">incontro tra studenti pordenonesi e pordenonesi altrove al Liceo Grigoletti</a>, da cui questa sintesi è tratta. Oppure consultare l’<a href="../2011/01/10/2011/01/03/evento/">indice di tutti i contenuti video</a> del convegno DireFare.PN.it (Pordenone, 2-4 dicembre 2010).</p>
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		<title>«Un&#8217;esperienza difficilmente ripetibile in Italia»</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 11:59:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Persone]]></category>
		<category><![CDATA[anatomia]]></category>
		<category><![CDATA[Erasmus]]></category>
		<category><![CDATA[medicina e chirurgia]]></category>
		<category><![CDATA[Murcia]]></category>
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		<category><![CDATA[Università di Udine]]></category>
		<category><![CDATA[Valencia]]></category>

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		<description><![CDATA[Roberto Brusadin cresce a Borgomeduna e frequenta il liceo scientifico Grigoletti, per poi iscriversi alla Facoltá di Medicina e Chirurgia dell'Università di Udine. Va in Erasmus per un anno in Spagna, a Murcia, per poi laurearsi nel 2007. Dopo aver conseguito l’abilitazione professionale con un tirocinio all’ospedale di Pordenone, si trasferisce in Spagna. Vive per un anno a Valencia, dove si è preparato per l'esame di ammissione alla scuola di specialitá, e nel maggio del 2008 torna a Murcia, dove ora vive e si sta specializzando in chirurgia generale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/pf-RccwSfAY?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/pf-RccwSfAY?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><span id="more-1921"></span></p>
<p>Sono felicemente cresciuto nelle campagne di  Borgomeduna e ho frequentato il liceo scientifico Grigoletti per poi iscrivermi alla facoltá di medicina e chirurgia di Udine. Ho fatto un anno d’Erasmus a Murcia, in Spagna, e mi sono laureato nel 2007. Dopo aver conseguito l’abilitazione professionale facendo il tirocinio presso l’ospedale di Pordenone mi sono trasferito in Spagna. Ho vissuto un anno a Valencia preparando l’esame per entrare nella scuola di specialitá e nel maggio del 2008 sono ritornato a Murcia, dove vivo e lavoro tutt’ora, per realizzare la specialitá in chirurgia generale.</p>
<p>La decisione di partire e di provare una nuova esperienza all’estero é nata durante i primi anni dell’universitá. Grazie al progetto Erasmus ho stretto amicizia con  varie persone provenienti da diversi paesi d’Europa  che sono state capaci di portare un po’ di mondo nella mia quotidianitá. Così non appena ne ho avuto la possibilitá ho deciso di partire per provare in prima persona una simile entusiasmante avventura. La mia scelta é ricaduta sulla Spagna probabilmente per comoditá, per vicinanza culturale e linguistica e perché tutti gli studenti che mi avevano preceduto me ne parlavano con toni entusiastici. Presentai la domanda e il caso volle che mi toccasse Murcia. Non sapevo nemmeno dove si trovasse Murcia, peró questo non fu un problema e cosí venni qui per fare il 5º anno dell’universitá. Fu un’esperienza meravigliosa dal punto di vista umano e accademico. Tornai a Udine per finire l’universitá e dopo essermi laureato e aver conseguito l’abilitazione professionale mi trasferii definitivamente in Spagna.</p>
<p>Sono qui da tre anni e mezzo e il bilancio che posso fare oggi é sicuramente positivo. Dal punto di vista professionale sto facendo un’esperienza che sarebbe difficilmente ripetibile in Italia, e tra le altre cose ho fatto un Master in Anatomia applicata alla clinica. Il futuro non so dove mi porterá ma sicuramente nei miei pensieri Pordenone riveste un ruolo speciale. Ritornare in Friuli é sempre una grande emozione. Riabbracciare la famiglia e gli amici, passeggiare per il Corso,  attraversare in bicicletta il ponte sul Noncello e respirarne l’umiditá sono sensazioni uniche che si impararano ad apprezzare solo stando lontano. Non credo che per  il mio lavoro possa ritornare in tempi brevi nella mia cittá, perché in un ambito come quello della medicina i luoghi per formarsi e crescere spesso sono lontani dalla piccola provincia. Peró non posso negare che un giorno mi piacerebbe tornare e poter mettere a disposizione della nostra comunitá quelle conoscenze che tanti sacrifici mi sono costate.</p>
<p>Puoi vedere la registrazione integrale dell&#8217;<a href="../2010/12/04/video-scuole-due/">incontro tra studenti pordenonesi e pordenonesi altrove al Liceo Grigoletti</a>, da cui questa sintesi è tratta. Roberto Brusadin è stato anche tra i protagonisti anche dell&#8217;incontro inaugurale dedicato <a href="http://direfare.pn.it/2010/12/03/video-cura-aiuto/">alla cura e all&#8217;aiuto nella società che cambia</a>. Consulta l’<a href="../2011/01/10/2011/01/03/evento/">indice di tutti i contenuti video</a> del convegno DireFare.PN.it (Pordenone, 2-4 dicembre 2010).</p>
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		<title>«Tra due scelte, scelgo la via più difficile»</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Jan 2011 15:03:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Alta Scuola Politecnica]]></category>
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		<description><![CDATA[Giorgia Brusadin vive da un anno e mezzo a Tokio, dove è tirocinante presso uno studio di design della capitale giapponese. Ci arriva dopo aver svolto un tirocinio post-laurea nell'ambito del programma Vulcanus in Japan organizzato dall'EU-Japan Center for Industrial Cooperation. Giorgia ha studiato design al Politecnico di Milano, laureandosi in architettura d'interni e poi specializzandosi in grafica e comunicazione visiva. Ha inoltre conseguito il diploma presso l'Alta Scuola Politecnica promossa dal Politecnico di Milano e Torino]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/24TFw-0hx-o?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/24TFw-0hx-o?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><span id="more-1909"></span></p>
<p><a href="http://jp.linkedin.com/in/giorgiabrusadin">Giorgia Brusadin</a> vive da un anno e mezzo a Tokio, dove è tirocinante presso un famoso studio di design della capitale giapponese. Ci arriva dopo aver svolto un tirocinio post-laurea nell&#8217;ambito del programma Vulcanus in Japan organizzato dall&#8217;EU-Japan Center for Industrial Cooperation. Giorgia ha studiato design al Politecnico di Milano, laureandosi in architettura d&#8217;interni e poi specializzandosi in grafica e comunicazione visiva. Ha inoltre conseguito il diploma presso l&#8217;Alta Scuola Politecnica promossa dal Politecnico di Milano e Torino. «Ho sempre fatto così: quando ho avuto di fronte due scelte possibili, ho scelto la più difficile», spiega. «La lingua giapponese, per esempio, non separa il concetto di fortuna dalla necessità che ciascuno faccia a prescindere del proprio meglio».</p>
<p>Puoi vedere la registrazione integrale dell&#8217;<a href="../2010/12/04/video-scuole-due/">incontro tra studenti pordenonesi e pordenonesi altrove al Liceo Grigoletti</a>, da cui questa sintesi è tratta. Giorgia Brusadin ha partecipato anche all&#8217;incontro dedicato a <a href="http://direfare.pn.it/2010/12/17/video-pordenone-2020/">Pordenone 2020, un percorso per la sostenibilità ambientale</a> e alla tavola rotonda conclusiva <a href="http://direfare.pn.it/2010/12/04/video-sintesi-finale/">Idee e proposte per la Pordenone che verrà</a>. Consulta l’<a href="../2011/01/10/2011/01/03/evento/">indice di tutti i contenuti video</a> del convegno DireFare.PN.it (Pordenone, 2-4 dicembre 2010).</p>
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		<title>«Tornare? Mi piacerebbe, ma non vedo ancora le condizioni»</title>
		<link>http://direfare.pn.it/2011/01/27/pietro-virgolin/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 11:40:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[BMW Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Pietro Virgolin lavora come product manager in Ferrari, a Modena. Si è diplomato al liceo scientifico Leopardi-Majorana e dopo la laurea in relazioni pubbliche all'Università di Udine si trasferisce a Milano per uno stage in BMW Italia. Quindi va a Valencia, dove nel 2005 lavora per Luna Rossa durante le competizioni della Coppa America di vela. Torna in Italia per frequentare un master in strategia e gestione d'impresa alla SDA Bocconi, dopo il quale rientra nel settore automotive prima come business analyst per Volkswagen e quindi dal 2008 a Maranello]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/aCCuvslYGdY?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/aCCuvslYGdY?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><span id="more-1896"></span></p>
<p><a href="http://it.linkedin.com/pub/pietro-virgolin/1/66a/702">Pietro Virgolin</a> lavora come product manager per i prodotti di gamma in Ferrari, a Modena. Si è diplomato al liceo scientifico Leopardi-Majorana e dopo la laurea in relazioni pubbliche all&#8217;Università di Udine si trasferisce a Milano per uno stage in BMW Italia. Quindi va a Valencia, dove nel 2005 lavora per Luna Rossa durante le competizioni della Coppa America di vela. Torna in Italia per frequentare un master in strategia e gestione d&#8217;impresa alla SDA Bocconi, dopo il quale rientra nel settore automotive prima come business analyst per Volkswagen e quindi dal 2008 a Maranello. «Non c&#8217;è altro luogo dove mi sento a casa come Pordenone e non mi dispiacerebbe tornare, se ci fossero condizioni lavorative e strutturali che però per adesso non vedo né qui né in generale in Italia».</p>
<p>Puoi vedere la registrazione integrale dell&#8217;<a href="../2010/12/04/video-scuole-due/">incontro tra studenti pordenonesi e pordenonesi altrove al Liceo Grigoletti</a>, da cui questa sintesi è tratta. Oppure consultare l’<a href="../2011/01/10/2011/01/03/evento/">indice di tutti i contenuti video</a> del convegno DireFare.PN.it (Pordenone, 2-4 dicembre 2010).</p>
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		<title>«Ho deciso di inseguire i miei sogni»</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 10:48:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA["Isola di Wight"]]></category>
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		<description><![CDATA[Paolo Dassi è ingegnere strutturista nel centro di ricerca e progettazione una multinazionale specializzata in materiali compositi, all'Isola di Wight (Regno Unito). Si diploma al liceo classico e poi, spinto da una profonda passione per aeroplani e barche a vela, si iscrive a Ingegneria  aerospaziale al Politecnico di Milano. Comincia a lavorare in Friuli, ma dopo un anno si trasferisce in Inghilterra, dove oggi realizza progetti strutturali di imbarcazioni a vela]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/OkIpStkToEQ?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/OkIpStkToEQ?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><span id="more-1868"></span></p>
<p><a href="http://uk.linkedin.com/pub/paolo-dassi/8/668/178">Paolo Dassi</a> è ingegnere strutturista nel centro di ricerca e progettazione una multinazionale specializzata in materiali compositi, all&#8217;Isola di Wight (Regno Unito). Si diploma al liceo classico e poi, spinto da una profonda passione per aeroplani e barche a vela, si iscrive a Ingegneria  aerospaziale al Politecnico di Milano. Dopo la laurea comincia a lavorare in Friuli, ma dopo un anno decide di inseguire fino in fondo i suoi sogni e si trasferisce in Inghilterra. Trova un&#8217;azienda che ascolta i giovani (attitudine che peraltro conferma scontata fuori dall&#8217;Italia), che è disponibile a investire i primi sei mesi di contratto di lavoro in formazione sul campo e dove oggi si dedica a realizzare progetti strutturali di imbarcazioni a vela. «Se avete un sogno o una passione, cercate di realizzarlo fino in fondo», dice Dassi agli studenti pordenonesi, «Nulla si ottiene dal nulla, ma se si persevera e si tiene duro di fronte ai primi ostacoli le occasioni possono arrivare». Gli chiedono: è solo questione di fortuna? «Fortuna è quanto la conoscenza incontra l&#8217;opportunità».</p>
<p>Puoi vedere la registrazione integrale dell&#8217;<a href="../2010/12/04/video-scuole-uno/">incontro tra studenti pordenonesi e pordenonesi altrove a Palazzo Badini</a>, da cui questa sintesi è tratta. Oppure consultare l’<a href="../2011/01/10/2011/01/03/evento/">indice di tutti i contenuti video</a> del convegno DireFare.PN.it (Pordenone, 2-4 dicembre 2010).</p>
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		<title>«Pordenone è il posto dove torno per fare ordine»</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 10:38:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Eleonora Vendrame è insegnante a distanza di lingue in una casa editrice specializzata di Parigi. Dopo il diploma classico, svolge un tirocinio in Inghilterra nel campo delle relazioni internazionali. Si iscrive alla Scuola Superiore per Traduttori e Interpreti di Trieste, ma decide di finire gli studi in Inghilterra. Vince un tirocinio in Canada, presso l'Istituto Italiano di Cultura di Vancouver. Frequenta un master annuale in traduzione medico-scientifica a Londra. Nel pieno della crisi economica le arriva l'offerta di trasferirsi a Parigi per insegnare lingue a distanza e la prende al volo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/5FXmCnKvPLs?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/5FXmCnKvPLs?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><span id="more-1854"></span></p>
<p>Eleonora Vendrame è insegnante a distanza di inglese e italiano per contro di una casa editrice specializzata con sede a Parigi, città dove oggi vive. Dopo il diploma al liceo classico pordenonese, Eleonora svolge un tirocinio in Inghilterra nel campo delle relazioni internazionali. Quando rientra in patria si iscrive alla Scuola Superiore per Traduttori e Interpreti di Trieste, ma si trova male e decide presto di finire gli studi in Inghilterra. Dopo la laurea, vince un tirocinio del ministero degli Esteri in Canada, presso l&#8217;Istituto Italiano di Cultura di Vancouver. Quindi torna a Londra per frequentare un master annuale in traduzione medico-scientifica e tecnologie della traduzione. Nel pieno della crisi economica le arriva l&#8217;offerta di trasferirsi a Parigi per insegnare lingue a distanza e la prende al volo. Pordenone? «È il posto dove torno per rimettere a posto le idee, mi piacerebbe tornare».</p>
<p>Puoi vedere la registrazione integrale dell&#8217;<a href="../2010/12/04/video-scuole-uno/">incontro tra studenti pordenonesi e pordenonesi altrove a Palazzo Badini</a>, da cui questa sintesi è tratta. Oppure consultare l’<a href="../2011/01/10/2011/01/03/evento/">indice di tutti i contenuti video</a> del convegno DireFare.PN.it (Pordenone, 2-4 dicembre 2010).</p>
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