Il progetto

DireFare.PN.it è un progetto basato sulle narrazioni, sull’ascolto, sulla condivisione, sulla coprogettazione, sull’immaginazione. Vogliamo pensare insieme la città: com’è stata, com’è, come potrebbe essere. Prima che un progetto di contenuti questo è un progetto di relazioni: vogliamo pensare alla città come a una rete e rendere visibili le connessioni esistenti, ma anche i nodi mancanti.

DireFare.PN.it è un progetto crossmediale: usa tutte le modalità di interazione possibili per capire di più e meglio il territorio. Incontri dal vivo, social network, incontri nei quartieri, riunioni di settore e un grande evento tenuto a dicembre 2010 dove si è tentata una prima sintesi: usiamo ogni mezzo possibile per facilitare l’incontro tra persone, istituzioni e organizzazioni nel territorio. Negli ultimi dieci anni è cambiato il mondo, è cambiata la città, siamo cambiati noi. Qui possiamo capire a che punto siamo e dove stiamo andando.

L’ascolto e la partecipazione non possono avere recinti. Tutto ciò che riguarda Pordenone ci riguarda. Ma se dobbiamo esprimere alcune preferenze, questi sono i settori che in questo momento ci stanno più a cuore:

  • i “pordenonesi altrove”: vogliamo parlare con i giovani (e non soltanto giovani) di origine pordenonese che, cresciuti e formati in città, hanno scelto o sono stati obbligati a vivere lontano, in altre regioni italiane o all’estero. Vogliamo conoscere le loro storie, per capire che cosa non hanno trovato qui oppure hanno cercato altrove. Non per riportarli indietro, ma per imparare dalle loro vicende e per ascoltare come si vive in altre città, in altre nazioni, in altri continenti. Possiamo rimanere in contatto? Possiamo scambiare esperienze e conoscenze? Possiamo collaborare in qualche modo? Non serve essere a Pordenone per immaginare e progettare la Pordenone del futuro. Al convegno di Palazzo Badini, nel dicembre 2010, abbiamo chiesto a un primo gruppo di questi pordenonesi di tornare e raccontare dal vivo le loro esperienze, mettendoli a confronto con la città, con le scuole, con le aziende del capoluogo. A tutti i pordenonesi altrove chiediamo di partecipare in qualche modo: se sei uno di loro inviaci la tua testimonianza, la pubblicheremo su questo sito e resterà parte viva del nostro percorso di costruzione di capitale sociale per la città di domani.
  • le imprese innovative: vogliamo valorizzare lo straordinario patrimonio di competenze industriali del territorio pordenonese. In una fase così difficile di crisi e di trasformazione come quella che stiamo vivendo, l’innovazione diventa un valore più che mai strategico. Desideriamo allora comprendere meglio la ricchezza di processi innovativi nell’imprenditoria pordenonese. Ci proponiamo di capire insieme a queste aziende quali sono i punti deboli del sistema locale che rischiano di ostacolare l’innovazione. Vorremmo far incontrare queste aziende con il mondo giovanile, sia quello che si sta formando in città sia quello che ha scelto di costruire il suo futuro altrove. Abbiamo iniziato da tempo un percorso di conoscenza e approfondimento con imprese innovative nella tecnologia, nell’organizzazione e nei servizi, con imprenditori e start-up che operano in settori molto avanzati, con i soggetti che permettono alle nuove idee imprenditoriali di reperire finanziamenti e vedere la luce. Al convegno di dicembre 2010 abbiamo chiesto alle realtà più rappresentative di raccontarsi e di confrontarsi con la città.
  • i nuovi patti di cittadinanza: le amministrazioni locali si trovano di fronte a dinamiche di una complessità inedita, per le quali essi non sempre possiedono risorse e competenze adeguate. Come se non bastasse, tutto ciò avviene in un momento in cui la società civile consegna alle istituzioni deleghe sempre più ampie e sempre più impegnative rispetto alle esigenze del territorio. Gli effetti di queste tendenze hanno effetti non sempre positivi né del tutto auspicabili. L’istituzione è e dovrà essere sempre garanzia di uguaglianza tra i cittadini, ma perché il benessere sia condiviso e sostenibile nel lungo periodo c’è bisogno di disutere nuove forme di assunzione di responsabilità da parte dei cittadini. Parleremo di fondazioni di comunità, di sistemi di mutualismo locale, di microprocessi di inclusione sociale. Lo faremo quartiere per quartiere, facendo proposte e raccogliendo disponibilità.
  • la sostenibilità: negli ultimi anni la città ha fatto passi da gigante in fatto di gestione dei rifiuti e del ciclo idrico, energie rinnovabili, verde urbano, bioedilizia, trasporto pubblico e mobilità ecologica. Intorno a questi temi si sono formate reti di cittadini, associazioni, imprese e istituzioni che hanno avviato percorsi significativi per ripensare al rapporto con l’ambiente e con lo sfruttamento equilibrato del pianeta. Questa svolta verso la green economy della città di Pordenone va ora completata con un più ampio e più deciso investimento collettivo, rinsaldando legami e approfondendo relazioni all’interno di una ragnatela già fitta di cittadini, organizzazioni spontanee, associazioni di settore e istituzioni. Apriamo una nuova occasione di condivisione e dibattito, per chiarirci le idee sulla direzione che intendiamo intraprendere nel prossimo futuro.