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«Un percorso costruito tappa per tappa»
03 febbraio 2011, di Redazione

Dopo la maturità classica, Alberto Gabriele si è laureato all’Università di Firenze e si è poi specializzato in traduzione letteraria alla SETL di Torino, dove ha seguito i corsi di Giuseppe Pontiggia, Valerio Magrelli e Ottavio Fatica. Una borsa di studio Fulbright lo ha portato alla New York University, dove ha conseguito Master e poi Ph.D. Ha insegnato nelle università del New England, di Manhattan e del South Bronx e da quest’autunno è docente all’Università di Tel Aviv
«Siamo europei, sfruttiamo tutte le opportunità»
18 gennaio 2011, di Redazione

Federico Maggi lavora da sei anni a Francoforte, nella sede della Nintendo che localizza i videogiochi della casa giapponese per il mercato europeo e nella quale oggi è project testing coordinator. Ha scoperto l’estero grazie all’Erasmus in Inghilterra e, grazie alle opportunità scoperte all’InformaEstero dell’Irse, è stato in Germania e Finlandia. Esperienze che lo portano a dire: «Siamo in Europa? C’è costata l’Europa? E allora io voglio essere europeo e sfruttare tutte le occasioni. La lingua è un ostacolo, ma ci si butta, ci si ride su e poi si supera»
«Quando vivi all’estero capisci chi sei»
27 dicembre 2010, di Redazione

La storia di Joshua Giovanni Honeycutt ruota intorno alla Base di Aviano e al lavoro del padre, che porta Joshua a vivere tra gli Stati Uniti e l’Italia. Ora frequenta il penultimo anno del Liceo Leopardi-Majorana ed è stato eletto nella Consulta Provinciale degli Studenti. Il suo è uno sguardo emblematico per il nostro viaggio nell’essere pordenonesi tra la città e i tanti altrove possibili: Joshua nasce a Pordenone e a Pordenone torna, e nonostante la giovane età guarda già la città con gli occhi di chi ci vive, ma anche con quelli di chi ha visto altro
«Attenzione, Pordenone non è più periferia»
23 dicembre 2010, di Redazione

Luigi Sandrin lavora all’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere a Vilnius, in Lituania. Dopo gli studi classici e la laurea in Scienze agrarie, finisce all’estero grazie a un tirocinio a Bruxelles alla Commissione europea: cinque mesi, che diventano vent’anni di vita all’estero. «Ogni volta che sono tornato a Pordenone ho notato miglioramenti visibili, come la raccolta differenziata, le piste ciclabili, le zone pedonali allargate». Che cosa serve per il futuro? «L’apertura di mentalità. Pordenone non è più una zona periferica come l’ho lasciata io, l’allargamento a Est l’ha resa centrale»
«Fare rete e collaborare con le persone»
21 dicembre 2010, di Redazione

«Io sono sempre stata una pordenonese felice», dice Miriam Giordano, «secondo me Pordenone è una realtà interessante e dinamica». E tuttavia, dopo il liceo classico, la laurea in Scienze delle Comunicazioni e dieci anni di lavoro in città, coglie l’opportunità di andare a lavorare a Barcellona come consulente di comunicazione di start-up nel settore del design per conto di un’azienda veneta. «Una città che vuole emergere deve condividere idee e creatività. Nel momento in cui si mettono in rete professionalità evolute diventa molto più facile trovare soluzioni semplici»
«Manca la ricerca, all’estero ci sottovalutano»
02 dicembre 2010, di Piervincenzo Di Terlizzi

Cecilia Rorai studia al liceo classico e poi si iscrive a Ingegneria per l’ambiente e il territorio a Padova. Ora si sta specializzando a Trieste, dove frequenta un master dal respiro oltremodo internazionale. Sa che per trovare lavoro probabilmente dovrà andarsene, ma conta di poter tornare un giorno. «L’istruzione che ho ricevuto nel mio Paese è stata sicuramente di alto livello», dice, «ma, mancando la ricerca, le nostre università sono meno conosciute all’estero di quel che potrebbero essere e il livello di istruzione che impartiscono è spesso sottovalutato»
«E poi, un giorno, il contratto dei sogni»
01 dicembre 2010, di Redazione

Silvia De Colle è una dei venticinque pordenonesi altrove che saranno a Palazzo Badini il 2-3-4 dicembre per mettere a disposizione la propria esperienza. Partita da Sacile, diplomata al Liceo Leopardi-Majorana, una laurea in Economia e Management alla Bocconi, ha poi vissuto in Francia, in Brasile e ora di nuovo a Parigi, dove l’aspettava il contratto a tempo indeterminato presso la sede locale prestigiosa casa d’aste inglese. «Mi manca la mia città, ma sono convinta di aver trovato a Parigi quello che in Italia sarebbe stato difficile molto conquistare»
L’incontro tra gli studenti e i pordenonesi altrove
01 dicembre 2010, di Redazione

Un dialogo tra giovani, separati dai pochi, decisivi anni di età delle scelte di studio e lavorative: ecco il senso della mattinata di venerdì 3 dicembre, nella quale gli studenti degli ultimi anni delle scuole superiori della città s’incontreranno con i giovani “pordenonesi altrove” e si confronteranno su cosa vuol dire partire, andare lontano, di lontano vedere cosa c’è e cosa potrebbe esserci nel luogo dal quale si proviene. Narrazioni di storie in corso e di storie tutte da scrivere, a costituire un’agenda delle immagini di vita possibile alimentata dal fatto di essere giovani, ora, a Pordenone




