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«Gestire le diversità culturali aiuta a vivere meglio»

21 gennaio 2011, di Redazione

Stefano Zucchiatti

«Dopo la laurea ho avuto la fortuna di fare un’esperienza di volontariato di tre mesi in Kenya, nelle bidonville di Nairobi. È stata un’esperienza molto importante, mi ha dato delle idee su quello che avrei voluto fare dopo», spiega Stefano Zucchiatti. Oggi il lavoro l’ha portato ad Alessandria d’Egitto, dove lavora da tre anni come online media and information officer presso la Fondazione Euro-Mediterranea Anna Lindh, organismo internazionale che promuove il dialogo interculturale nel Mediterraneo con fondi della Commissione europea

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«Fare rete e collaborare con le persone»

21 dicembre 2010, di Redazione

Miriam Giordano

«Io sono sempre stata una pordenonese felice», dice Miriam Giordano, «secondo me Pordenone è una realtà interessante e dinamica». E tuttavia, dopo il liceo classico, la laurea in Scienze delle Comunicazioni e dieci anni di lavoro in città, coglie l’opportunità di andare a lavorare a Barcellona come consulente di comunicazione di start-up nel settore del design per conto di un’azienda veneta. «Una città che vuole emergere deve condividere idee e creatività. Nel momento in cui si mettono in rete professionalità evolute diventa molto più facile trovare soluzioni semplici»

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«Arte contemporanea è lavorare sull’immaginazione collettiva»

30 novembre 2010, di Piervincenzo Di Terlizzi

Vanni Brusadin

Vanni Brusadin, in arrivo a Pordenone da Barcellona, è ricercatore e produttore culturale al confine tra arte, politica, digitale, controculture e quello che resta della cultura di massa. «Una volta essere alla periferia significava essere provinciali, era inevitabile», dice. «Oggi invece le idee circolano e Pordenone mi sembra sempre meno isolata. Non lo è la sua economia, né chi ci vive. Come diceva qualcuno, Londra non potrà mai essere come Pordenone, ma per brevi momenti Pordenone può diventare come Londra. Sempre che poi ci interessi essere come Londra»

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