Sei nell'archivio di: Università di Bologna
«Il legame con le radici resta stretto»
17 gennaio 2011, di Redazione

«Fin da piccolo ho sempre avuto curiosità verso l’estero», racconta Christian Driussi. Dopo il liceo scientifico Majorana e l’Università a Bologna (Economia e commercio), Driussi fa una prima esperienza negli Stati Uniti, come project manager alla Camera di Commercio italo-americana di Miami. Rientra in Italia dopo un anno e comincia a lavorare per Electrolux, ma la voglia di tornare fuori è troppa e dieci mesi dopo è già di nuovo in America, dove riparte da zero e oggi rappresenta negli Stati Uniti di un gruppo finanziario europeo con importanti investimenti nel settore immobiliare
«Fare rete e collaborare con le persone»
21 dicembre 2010, di Redazione

«Io sono sempre stata una pordenonese felice», dice Miriam Giordano, «secondo me Pordenone è una realtà interessante e dinamica». E tuttavia, dopo il liceo classico, la laurea in Scienze delle Comunicazioni e dieci anni di lavoro in città, coglie l’opportunità di andare a lavorare a Barcellona come consulente di comunicazione di start-up nel settore del design per conto di un’azienda veneta. «Una città che vuole emergere deve condividere idee e creatività. Nel momento in cui si mettono in rete professionalità evolute diventa molto più facile trovare soluzioni semplici»
«Facciamo un planetario innovativo?»
20 dicembre 2010, di Redazione

Claudia Maraston diploma al Liceo scientifico Grigoletti, quindi si trasferisce a Bologna, dove prende la laurea e svolge un dottorato di ricerca in Astronomia. Ha l’occasione di perfezionarsi in fisica extraterrestre per sei anni a Monaco di Baviera, prima all’Università Ludwig-Maximilians e poi al Max Planck Institut. Quindi si trasferisce a Oxford per una research fellowship, che le spalanca le porte di un premio europeo per le eccellenze di ricerca. Tra le diverse proposte di assunzione stabile che ne sono conseguite, sceglie l’Università di Portsmouth
«Troviamo opportunità di confronto e scambio»
10 novembre 2010, di Redazione

Rosa Mucignat ha 28 anni ed è, come si dice, un “cervello in fuga”. In realtà non è fuggita da altro che dalla mancanza di una prospettiva coerente nell’Università italiana, dove ha pure svolto un percorso di eccellenza. In Gran Bretagna, a 27 anni, ha trovato un contratto per insegnare all’università. In poche parole, Rosa ci spiega come stanno le cose, e come, nonostante tutto, voglia investire anche il suo “spaesarsi” in un rapporto con la sua terra d’origine. Ecco la testimonianza che ha inviato a DireFare.PN.it





