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«Gestire le diversità culturali aiuta a vivere meglio»
21 gennaio 2011, di Redazione

«Dopo la laurea ho avuto la fortuna di fare un’esperienza di volontariato di tre mesi in Kenya, nelle bidonville di Nairobi. È stata un’esperienza molto importante, mi ha dato delle idee su quello che avrei voluto fare dopo», spiega Stefano Zucchiatti. Oggi il lavoro l’ha portato ad Alessandria d’Egitto, dove lavora da tre anni come online media and information officer presso la Fondazione Euro-Mediterranea Anna Lindh, organismo internazionale che promuove il dialogo interculturale nel Mediterraneo con fondi della Commissione europea
«Fuori dall’Italia l’età conta molto meno»
14 gennaio 2011, di Redazione

«Non buttate via il vostro tempo», dice agli studenti pordenonesi Riccardo Gava, che da quando aveva 25 anni gira il mondo come project manager tra India, Dubai, Pakistan, Sudafrica, Stati Uniti, occupandosi di trattamento industriale acque reflue, energie da fonti rinnovabili, tecnologie di trattamento rifiuti e meccanica di precisione di grandi dimensioni. «Fate percorsi straordinari, perché l’ordinario non serve. Sono percorsi che non si costruiscono in un giorno, cominciate prima possibile»
«La spinta della curiosità e della passione»
12 gennaio 2011, di Redazione

Marco Carrer lavora a Boston come direttore dello sviluppo software per Oracle, gestendo un gruppo di lavoro di una ventina di sviluppatori distribuiti tra Est Coast, West Coast e India. Dopo il Liceo Scientifico Grigoletti a Pordenone, si è laureato in Ingegneria elettronica a Padova. Da dieci anni vive negli Stati Uniti, dove ha conseguito un master in Computer Science alla Cornell University a New York e di recente ha completato un Executive Education Program presso la MIT Sloan School of Management
«Attenzione, Pordenone non è più periferia»
23 dicembre 2010, di Redazione

Luigi Sandrin lavora all’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere a Vilnius, in Lituania. Dopo gli studi classici e la laurea in Scienze agrarie, finisce all’estero grazie a un tirocinio a Bruxelles alla Commissione europea: cinque mesi, che diventano vent’anni di vita all’estero. «Ogni volta che sono tornato a Pordenone ho notato miglioramenti visibili, come la raccolta differenziata, le piste ciclabili, le zone pedonali allargate». Che cosa serve per il futuro? «L’apertura di mentalità. Pordenone non è più una zona periferica come l’ho lasciata io, l’allargamento a Est l’ha resa centrale»
«Perle rare che rimangono isolate»
02 dicembre 2010, di Redazione

Abbiamo sempre detto che DireFare.PN.it è un progetto aperto. Lo dimostrano i primi messaggi che – attraverso i commenti di questo sito o su Facebook, così come attraverso le email che arrivano in redazione – colgono lo spirito di condivisione di esperienza e di costruzione di rete. La prima testimonianza spontanea di questo tipo è quella di Stefano Bigi, un “pordenonese ex altrove” che ringraziamo per la sua testimonianza e gli inviti a dare un seguito all’evento e a mettere in rete le eccellenze
«Manca la ricerca, all’estero ci sottovalutano»
02 dicembre 2010, di Piervincenzo Di Terlizzi

Cecilia Rorai studia al liceo classico e poi si iscrive a Ingegneria per l’ambiente e il territorio a Padova. Ora si sta specializzando a Trieste, dove frequenta un master dal respiro oltremodo internazionale. Sa che per trovare lavoro probabilmente dovrà andarsene, ma conta di poter tornare un giorno. «L’istruzione che ho ricevuto nel mio Paese è stata sicuramente di alto livello», dice, «ma, mancando la ricerca, le nostre università sono meno conosciute all’estero di quel che potrebbero essere e il livello di istruzione che impartiscono è spesso sottovalutato»




